La Chiesa della Base NRDC – ITA, Caserma “Ugo Mara” a
Solbiate Olona, sede dell’attuale Comando di Corpo d’Armata di Reazione Rapida
della Nato nella provincia di Varese, nell’alto milanese è una costruzione
moderna risalente agli anni sessanta, a navata unica con tetto a tre livelli
spioventi che ricordano le tre tende della Sacra Scrittura che poggiano su muri
a mattone a vista. Internamente si vede un soffitto ligneo incrociato. Il tutto
è incorniciato sul davanti da una grande vetrata che la apre verso la Base.
Semplice ed essenziale al suo interno su un pavimento in marmo bianco, campeggia al centro l’altare in marmo verde alpi e la croce di gusto giottesco tra due quadri di Onofrio Bramante, autore Bustese: la Natività e la deposizione dalla Croce sulle braccia della Vergine, fanno da fondo e richiamano immediatamente l’attenzione di chi entra.
Il suddetto autore ha pure realizzato tutte le opere pittoriche al suo interno: i santi Patroni Militari e il Battesimo di Gesù.
Di recente è stato aggiunto un altare ligneo (fine ‘800 italiano), realizzato dalle Officine degli “Artigianelli” di Monza e recuperato dalla Casa delle Suore della Carità, dell’Ospedale Militare di Milano di Baggio, diventando l’altare della Reposizione. Struttura lignea policroma con tre tavole raffiguranti il Sacro Cuore al centro tra due angeli, dove, sotto i loro piedi si intravede la Basilica di San Pietro e il Duomo di Milano, sotto l’altare una tela, di pregevole fattura, con il Cristo morto, di eccezionale rilievo è il tabernacolo tutto decorato fuori e dentro, collocato in un secondo tempo sulla struttura originale e dono dell’allora Cappellano Militare dell’Ospedale Militare, Don Luigi Albuzzi, in occasione del suo 40° Anniversario di Ordinazione, l’Albuzzi che collaborò alla realizzazione di tale opera è pure l’autore delle tavole sull’altare stesso.
All’ingresso della Chiesa, già appartenuti alla struttura dell’altare ligneo, della casa delle suore dell’ospedale, due edicole con San Giuseppe con in braccio il Bambino Gesù e la Beata Vergine Immacolata.
La chiesa iniziò la sua attività con la consacrazione dell’altare il 16 dicembre 1966 dalle mani dell’allora Ordinario Militare per l’Italia Luigi Maffeo.
Nel dicembre 2008, vengono, solennemente poste sotto l’altare in marmo le reliquie dei Santi, Agostino, Siro, Alessandro e del Beato Papa Giovanni XXIII. Sulla Facciata una semplice ma significativa grotta di Lourdes affianca la struttura.
L’opera che fu fortemente voluta dal Cappellano e dal Patronato per l’Assistenza alle Forze Armate, rimane un segno nella comunità attualmente internazionale della Base.
Negli ultimi anni la Chiesa è stata risistemata e restaurata dopo un lungo periodo, ridando splendore alla sua architettura e curando i particolari che nel tempo sono stati aggiunti circondandola, da ultimo, da un elegante giardino, richiamando, così a chi passa, l’area sacra della Base stessa.
Semplice ed essenziale al suo interno su un pavimento in marmo bianco, campeggia al centro l’altare in marmo verde alpi e la croce di gusto giottesco tra due quadri di Onofrio Bramante, autore Bustese: la Natività e la deposizione dalla Croce sulle braccia della Vergine, fanno da fondo e richiamano immediatamente l’attenzione di chi entra.
Il suddetto autore ha pure realizzato tutte le opere pittoriche al suo interno: i santi Patroni Militari e il Battesimo di Gesù.
Di recente è stato aggiunto un altare ligneo (fine ‘800 italiano), realizzato dalle Officine degli “Artigianelli” di Monza e recuperato dalla Casa delle Suore della Carità, dell’Ospedale Militare di Milano di Baggio, diventando l’altare della Reposizione. Struttura lignea policroma con tre tavole raffiguranti il Sacro Cuore al centro tra due angeli, dove, sotto i loro piedi si intravede la Basilica di San Pietro e il Duomo di Milano, sotto l’altare una tela, di pregevole fattura, con il Cristo morto, di eccezionale rilievo è il tabernacolo tutto decorato fuori e dentro, collocato in un secondo tempo sulla struttura originale e dono dell’allora Cappellano Militare dell’Ospedale Militare, Don Luigi Albuzzi, in occasione del suo 40° Anniversario di Ordinazione, l’Albuzzi che collaborò alla realizzazione di tale opera è pure l’autore delle tavole sull’altare stesso.
All’ingresso della Chiesa, già appartenuti alla struttura dell’altare ligneo, della casa delle suore dell’ospedale, due edicole con San Giuseppe con in braccio il Bambino Gesù e la Beata Vergine Immacolata.
La chiesa iniziò la sua attività con la consacrazione dell’altare il 16 dicembre 1966 dalle mani dell’allora Ordinario Militare per l’Italia Luigi Maffeo.
Nel dicembre 2008, vengono, solennemente poste sotto l’altare in marmo le reliquie dei Santi, Agostino, Siro, Alessandro e del Beato Papa Giovanni XXIII. Sulla Facciata una semplice ma significativa grotta di Lourdes affianca la struttura.
L’opera che fu fortemente voluta dal Cappellano e dal Patronato per l’Assistenza alle Forze Armate, rimane un segno nella comunità attualmente internazionale della Base.
Negli ultimi anni la Chiesa è stata risistemata e restaurata dopo un lungo periodo, ridando splendore alla sua architettura e curando i particolari che nel tempo sono stati aggiunti circondandola, da ultimo, da un elegante giardino, richiamando, così a chi passa, l’area sacra della Base stessa.
S. Pasqua in Caserma
| Foto della Chiesa
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ORARIO CELEBRAZIONI NELLA CHIESA DELLA BASE
S.Messa
tutti i giorni ore 07.30
Martedì S. Messa in Inglese - Giovedì S. Messa in Latino
Domenica e Festivi ore 12.00
____________________________________
1° Giovedì e 1° Venerdì del Mese S. Messa ore 07.30
con breve Adorazione Eucaristica
Confessioni:
sempre, contatta il Cappellano
________________________________
ORARIO Celebrazioni nella Parrocchia di Solbiate Olona
S. Messa Feriale ore 8.30
Prefestiva ore 18.00
Domenica e Festivi 8.00 - 11.00 - 18.00
________________________________
ORARIO GIORNALIERO DEL CAPPELLANO
05.00 Sveglia0 - 6.00-07.30 Preghiera Personale - 07.30 S. Messa0 - 8.00 Inizio Attività1
6.00-18-00 Preghiera Personale - 22.00 Riposo
S.Messa
tutti i giorni ore 07.30
Martedì S. Messa in Inglese - Giovedì S. Messa in Latino
Domenica e Festivi ore 12.00
____________________________________
1° Giovedì e 1° Venerdì del Mese S. Messa ore 07.30
con breve Adorazione Eucaristica
Confessioni:
sempre, contatta il Cappellano
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ORARIO Celebrazioni nella Parrocchia di Solbiate Olona
S. Messa Feriale ore 8.30
Prefestiva ore 18.00
Domenica e Festivi 8.00 - 11.00 - 18.00
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ORARIO GIORNALIERO DEL CAPPELLANO
05.00 Sveglia0 - 6.00-07.30 Preghiera Personale - 07.30 S. Messa0 - 8.00 Inizio Attività1
6.00-18-00 Preghiera Personale - 22.00 Riposo
Rubrica: "Chiesa della Caserma: Notizie storiche 1"
Carissimi con questa rubrica: “Chiesa della Caserma: Notizie Storiche”, vorrei - di tanto in tanto – presentarvi, con alcuni dettagli e notizie, le varie parti della nostra Chiesa e i suoi preziosi arredi, per farvela conoscere e per offrirvi uno spunto di attenzione e di riflessione sull’arte e sul bello come luoghi della presenza di Dio. Non è una basilica o una cattedrale, ma un’opera semplice che parla degli uomini che amano Dio.Nella vita dell’uomo e nella storia dell’umanità, questi elementi hanno sempre saputo esprimere le grandi possibilità che Dio ha donato all’uomo, possibilità di ingegno e capacità di costruire opere meravigliose, così come è capace pure di cattiverie e di nefandezze. Ora noi vogliamo sottolineare i doni ricevuti, e i risultati che potrebbero produrre se ci fidiamo di Lui. Il sottolinearli ci aiuti ad educare il cuore a costruire l’opera più grande che ci ha affidato: la costruzione del tempio dell’amore e della pace per tutti i popoli, quella pace che noi serviamo con la nostra vocazione ad essere militari. Chiesa della Caserma: Notizie Storiche. Una particolarità devozionale nella Chiesa della Caserma “U. Mara”: La Medaglia Miracolosa nell’altare della Reposizione Nella nostra Chiesa sul lato destro si trova l’altare della Reposizione, che fu aggiunto nel settembre 2008 proveniente dalla Cappella della Casa delle Suore della Carità dell’Ospedale Militare di Baggio a Milano. Tale opera, prezioso lavoro delle Falegnamerie degli Artigianelli di Monza, ha trova la sua collocazione, dopo quasi un ventennio di abbandono, per l’assenza delle Suore dall’Ospedale e la chiusura della casa, come altare della Reposizione nella Chiesa B.V.Maria Immacolta della nostra Caserma “U.Mara” in Solbiate Olona. Dopo un impegnativo restauro, ha preso il suo posto d’onore, dando ulteriore prestigio e valore alla nostra già bella Chiesa. Ora, nella pala dell’altare, che copre un dipinto del Cristo morto, si può scorgere al centro uno stemma che è, poi, il retro della famosa “medaglia miracolosa”. Riporto ora qualche notizia, per offrire a tutti l’opportunità di conoscere e visitare la nostra Chiesa e dare la possibilità dell’affidamento a Maria attraverso questa devozione. Ti rimando pure al Sito: http://medaglia‐miracolosa.it/ Medaglia miracolosa (o Medaglia della Madonna delle Grazie, o Medaglia dell'Immacolata) è il nome che la tradizione devozionale cattolica ha dato alla medaglia realizzata in seguito ai fatti del 1830 in rue du Bac,140 a Parigi, che ebbero per protagonista santa Caterina Labouré, novizia nel convento delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, la quale riferì di aver avuto delle apparizioni della Madonna. Tali apparizioni non sono ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, poiché la veggente rifiutò di testimoniare, ma sono favorevolmente accettate; Gregorio XVI e Pio IX hanno fatto uso dell'effigie (Laurentin, 1996). Secondo quanto riferito da suor Labouré, questa medaglia sarebbe stata coniata dietro ordine esplicito della Madonna, dato durante la seconda apparizione (27 novembre 1830), come segno di amore, pegno di protezione e sorgente di grazie. La Vergine Santa a cui la nostra Chiesa è dedicata trova un’altra espressione della fede de popolo in questa effige dove la M di Maria è sormontata dalla Croce di Cristo: Maria è intimamente legata al mistero della Passione e della Croce del Suo Figlio, dalla mangiatoia al Calvario e sotto campeggiano i due Cuori di Gesù e di Maria: essi rappresentano la forza dell’amore che va fino al dono totale, “Dio ha tanto amato il mondo da donare il Suo unico Figlio”, Maria è entrata pienamente in questo mistero d’Amore di Redenzione, il tutto circondato dalle 12 stelle: Gesù ha fondato la Chiesa su Pietro e gli Apostoli. Continuamente Egli chiama gli uomini a vivere alla luce del Vangelo. Questa medaglia è un ornamento sacramentale. La Chiesa ci insegna che i sacramentali sono gli oggetti benedetti, come le medaglie, le candele, gli scapolari, ecc. Il più conosciuto è l’acqua benedetta, che ci ricorda il Battesimo, e ci protegge contro l’influenza maligna. La Medaglia NON è quindi un amuleto. Anzi, è un segno della presenza di Maria che non dispensa dell'impegno di condurre una vita conforme al Vangelo, come ci ricorda opportunamente il Direttorio sulla Pietà Popolare della Congregazione vaticana per il Culto Divino. L’opera degli Artigianelli, che presumibilmente risale ai primi del ‘900, riporta pure un dipinto su tavola, sopra l’altare che incornicia il prezioso tabernacolo, raffigurante Gesù Sacro Cuore che porta in mano lo scapolare della Madonna del Carmelo tra due angeli a destra e a sinistra raffigurando sotto i loro piedi la Basilica Vaticana e il Duomo di Milano. Tutto parla di Maria: pertanto a Lei, Madre di Dio, vogliamo affidare il nostro cuore e il nostro servizio alla pace, Lei che in umiltà e nascondimento è stata accanto al Suo Figlio e Signore, protegga il nostro lavoro, i nostri soldati, le nostre famiglie.
“Spiritual Garden”Chiesa B. V. Maria ImmacolataCaserma “U.Mara”
Carissimi,
perché ho voluto rifare il giardino attorno alla Chiesa vi chiederete, perché volevo riordinare, ma anche creare un luogo sacro che parlasse senza parlare, che esprimesse senso di sacro, di bello e di raccoglimento solo con gli occhi, offrendo un’emozione di gusto attraverso il bello, pertanto vi invito a pensare alla vostra spiritualità come a un giardino.
Un saggio poeta cinese ha scritto: “ Se vuoi essere felice un giorno, trascorrilo a tavola con un amico. Se vuoi essere felice un mese compi un viaggio. Se vuoi essere felice per un anno sposati (ma mi auguro di più …). Se vuoi essere felice per tutta la vita costruisci un giardino”. Io vi invito a coltivare il giardino della vostra vita, delle vostre scelte della vostra famiglia e sarete eternamente felici.
Ora non importa ciò che crediamo, siamo tutti esseri spirituali. Ognuno di noi ha un suo ambito spirituale, si tratta di trovarlo, di riconoscerlo, di viverlo.
Il giardino ci offre questa dimensione attraverso un linguaggio differente, la natura, il bello dei colori, l’armonia delle forme, il profumo … ci offrono le opportunità per fermarci a contemplare quello che ci circonda portandoci a scoprire il bello dentro di noi.
Lo scopo è farvi scoprire la vostra spiritualità e vi invito a pensare alla vostra anima come ad un giardino che ha bisogno di cure, di attenzione, di sole e di acqua per crescere, ha bisogno della tua attenzione, ha bisogno di essere visitato, condiviso, ammirato.
Il giardino, inoltre è il frutto del nostro lavoro e più è bello più ci da soddisfazione e ci offre opportunità di misurarci, di esprimere la nostra creatività, la gentilezza che c’è in noi.
Questo è lo spirito che ha animato l’idea di rifare il giardino attorno alla Chiesa e l’impegno che ci hanno messo i nostri soldati e le altre amiche maestranze nel realizzarlo.
La scelta delle piante, delle decorazioni ci offrono spunti di riflessione. Fermati a contemplare il tutto con calma e sarà la tua preghiera, scopri nelle piante e nella bellezza del luogo Dio che parla al tuo cuore, fai una interpretazione secondo il tuo cuore: l’ulivo, il melograno, le palme, il ciliegio, il glicine …. Cosa dicono al nostro cuore, quale preghiera ci fanno scaturire … ? sarà il tuo percorso spirituale, sarà un’occasione di bellezza e di pace dentro di te e intorno a te, ci serve tutto questo per educare il cuore a costruire la pace dentro per poterla portare fuori con il nostro servizio di militari ai popoli che mancano di questo prezioso valore.
Pertanto cura il tuo giardino e curerai la tua preghiera, la tua spiritualità e ti educherai ad essere costruttore autentico di pace, con la tua vocazione ad essere uomo e donna con le stellette.
Questa idea di rifare il giardino, con piacere, ha contagiato altri a realizzare e riordinare alcuni luoghi della base, facendo a gara chi avesse l’area di competenza migliore, più pulita e ordinata e anche nelle case private è scaturito il desiderio di fare ordine. Mi auguro che questo produca nel cuore dlal mia comunità desiderio di bene, di onestà, di amicizia e di stima, eliminando quel sensi di invidia e di gelosia che si annidano nel cuore creando maldicenze e cattiverie inutili. Tutti sono protagonisti di quello che accade in una famiglia anche se non interessati in prima persona. Sentiamoci tutti uniti collaborando e lavorando per un unico ideale, un unico linguaggio.
Mi auguro che questa esperienza abbia portato allegria, serenità, voglia di fare e di stimarci l’un l’altro, gareggiamo nel dire bene di chi ci circonda e la nostra vita diventerà un vero giardino.
perché ho voluto rifare il giardino attorno alla Chiesa vi chiederete, perché volevo riordinare, ma anche creare un luogo sacro che parlasse senza parlare, che esprimesse senso di sacro, di bello e di raccoglimento solo con gli occhi, offrendo un’emozione di gusto attraverso il bello, pertanto vi invito a pensare alla vostra spiritualità come a un giardino.
Un saggio poeta cinese ha scritto: “ Se vuoi essere felice un giorno, trascorrilo a tavola con un amico. Se vuoi essere felice un mese compi un viaggio. Se vuoi essere felice per un anno sposati (ma mi auguro di più …). Se vuoi essere felice per tutta la vita costruisci un giardino”. Io vi invito a coltivare il giardino della vostra vita, delle vostre scelte della vostra famiglia e sarete eternamente felici.
Ora non importa ciò che crediamo, siamo tutti esseri spirituali. Ognuno di noi ha un suo ambito spirituale, si tratta di trovarlo, di riconoscerlo, di viverlo.
Il giardino ci offre questa dimensione attraverso un linguaggio differente, la natura, il bello dei colori, l’armonia delle forme, il profumo … ci offrono le opportunità per fermarci a contemplare quello che ci circonda portandoci a scoprire il bello dentro di noi.
Lo scopo è farvi scoprire la vostra spiritualità e vi invito a pensare alla vostra anima come ad un giardino che ha bisogno di cure, di attenzione, di sole e di acqua per crescere, ha bisogno della tua attenzione, ha bisogno di essere visitato, condiviso, ammirato.
Il giardino, inoltre è il frutto del nostro lavoro e più è bello più ci da soddisfazione e ci offre opportunità di misurarci, di esprimere la nostra creatività, la gentilezza che c’è in noi.
Questo è lo spirito che ha animato l’idea di rifare il giardino attorno alla Chiesa e l’impegno che ci hanno messo i nostri soldati e le altre amiche maestranze nel realizzarlo.
La scelta delle piante, delle decorazioni ci offrono spunti di riflessione. Fermati a contemplare il tutto con calma e sarà la tua preghiera, scopri nelle piante e nella bellezza del luogo Dio che parla al tuo cuore, fai una interpretazione secondo il tuo cuore: l’ulivo, il melograno, le palme, il ciliegio, il glicine …. Cosa dicono al nostro cuore, quale preghiera ci fanno scaturire … ? sarà il tuo percorso spirituale, sarà un’occasione di bellezza e di pace dentro di te e intorno a te, ci serve tutto questo per educare il cuore a costruire la pace dentro per poterla portare fuori con il nostro servizio di militari ai popoli che mancano di questo prezioso valore.
Pertanto cura il tuo giardino e curerai la tua preghiera, la tua spiritualità e ti educherai ad essere costruttore autentico di pace, con la tua vocazione ad essere uomo e donna con le stellette.
Questa idea di rifare il giardino, con piacere, ha contagiato altri a realizzare e riordinare alcuni luoghi della base, facendo a gara chi avesse l’area di competenza migliore, più pulita e ordinata e anche nelle case private è scaturito il desiderio di fare ordine. Mi auguro che questo produca nel cuore dlal mia comunità desiderio di bene, di onestà, di amicizia e di stima, eliminando quel sensi di invidia e di gelosia che si annidano nel cuore creando maldicenze e cattiverie inutili. Tutti sono protagonisti di quello che accade in una famiglia anche se non interessati in prima persona. Sentiamoci tutti uniti collaborando e lavorando per un unico ideale, un unico linguaggio.
Mi auguro che questa esperienza abbia portato allegria, serenità, voglia di fare e di stimarci l’un l’altro, gareggiamo nel dire bene di chi ci circonda e la nostra vita diventerà un vero giardino.




