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Benvenuto caro Amico

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«Il mondo è di chi lo ama e sa meglio dargliene la prova». 
Quanto sono vere queste parole! Nel cuore di ogni persona c'è un'infinita 
sete d'amore e noi, con quell'amore che Dio ha effuso nei nostri cuori, possiamo saziarla"


François Xavier Nguyen van Thuân


Io, l'Ordinariato Militare, la Caserma NRDC 


Riflessioni Quaresimali 5
Il Fascino dell'Universo, il volto di Dio

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... Una delle cose che sempre mi affascina è il cielo stellato nella notte, le costellazioni e la natura in genere che mi circonda: l’alba e il tramonto, la luna e il sole, un arcobaleno dopo una tempesta, un fiore che sboccia, la primavera che dona gioia e profumo, l’autunno che ripone i colori, l’estate che brilla e l’inverno che rannicchiato ci parla di pace … il mio cuore quasi si ferma per non perdere un solo istante di questo immenso e stupefacente dipinto, per non perdere una sola nota di questo meraviglioso concerto. In qualsiasi posto mi trovi in Italia o in giro per il mondo, alzo gli occhi e guardo il cielo e contemplo il ripetersi dei giorni e delle stagioni, delle nubi, della luna e della posizione delle stelle … “Egli conta il numero delle stelle, le chiama tutte per nome”. (Salmo 174,4), è stupendo... (continua a leggere in Articoli ed altro ancora)


CINEFORUM: L'uomo senza volto, l'AMICIZIA

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... In questo cammino Quaresimale, mi sono permesso già altre volte di segnalarvi dei Film da vedere come occasione di riflessione, oggi porto alla vostra attenzione: L’uomo senza voltoun film di Mel Gibson del 1993. Con il volto sfigurato, il professor McLeod vive in isolamento in una casa-castello del Maine. Il dodicenne Chuck, con madre al quarto matrimonio e il ricordo di un padre matto, sogna di entrare a West Point ma ha paura di non farcela. I due sono destinati a incontrarsi, a diventare l'uno maestro dell'altro e poi amici. L’abitudine a lamentarsi, a criticare, a pensare di avere noi la verità in tasca non ci permette di vivere. Se non sappiamo appassionarci, come potremmo essere veramente felici? ... (continua a leggere in Articoli ed altro ancora)


Riflessione Quaresimale 4

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Gli interrogativi più profondi dell'uomo

Quest’anno ricorre il 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II (11 ottobre 1962) e vorrei suggerirvi, per questo perido, la lettura delle sue Costituzioni. Qui mi rifaccio a un passaggio della Costituzione “Lumen Gentium”, per offrire una semplice riflessione in questa Quaresima, affinché tutti possiamo, sempre, andare al cuore delle situazioni e non rimanere superficiali. L’impegno è vivere questo “tempo forte”, come occasione di verifica personale di un cammino e di una appartenenza per rivedere il nostro modo di essere uomini e cristiani nel contesto sociale e personale.  La vera felicità, risiede nella realizzazione delle Parole di Dio: “siate perfetti come io sono perfetto”, questa è la verità alla quale dobbiamo tendere con la nostra vita e il nostro impegno. Realizzare il progetto di Dio sarà la nostra vera felicità. Non lasciamoci fermare da pregiudizi o errori del passato, la storia va conosciuta e superata pur riconoscendo gli errori, ma andando oltre e migliorando. La lettura di queste poche righe, per inquadrare il discorso e per trarne una verifica sulla vita e sull’impegno concreto nella società, nella chiesa e nella vita personale. (Continua a leggere in Articoli ed altro ancora)


Con Cristo nel cuore alla ricerca della risposta quotidiana al suo amore nella nostra vita.

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CINFEORUM: Un Film per uno spunto di vita

Quando un prete parla o scrive, e magari ha anche un Blog con il quale vuole far passare un’idea e informare la sua comunità virtuale sulle attività o animarla spiritualmente, si pensa che debba farlo parlando di Gesù nel modo tradizionale e basta e qualcuno ci ha rimproverato per questo dicendo, che non parliamo del Paradiso, altri che non sappiamo scrivere poesie e che i cantanti sono migliori dei preti, e meno male. Ora, qui non si tratta di chi è più bravo o di che cosa è giusto o no, non si tratta di fare una gara o di indovinare il tema per un concorso, scrivere qualche cosa per un successo o altro, ma solo la voglia di comunicare dei pensieri che conducono, spero, alla ricerca di quella felicità che il Signore ci ha offerto con il suo amore sino al sacrificio della Sua vita. Questo, che è il fondamento della nostra fede e l’anima della nostra religione, non ci devono far diventare pessimisti o masochisti. (Continua a leggere in Articoli ed altro ancora)


Riflessioni Quaresimali 3
Il Giuramento "sacerdote del dovere"

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“Agnoscite quod agitis, imitamini quod tractatis”

Sull’altare della Chiesa del seminario dove ho studiato per diventare Sacerdote c’erano incise queste parole: “Agnoscite quod agitis, imitamini quod tractatis”, le ricordo con profonda serenità e ogni giorno risuonano nella mia mente, portandomi lontano al tempo della mia giovinezza e rinnovano in me quel desiderio di servire il Signore e la Sua Chiesa. Conosci quello che fai, imita quello di cui parli. Le tue azioni non sia differenti dalla tua fede, conosci quello per il quale sei mandato e vivilo in prima persona. Con queste premesse oggi vorrei soffermarmi su “Il Giuramento”. Quel momento particolare della vita di ogni persona che segue la sua vocazione. Il giuramento del Sacerdote, il giuramento del Militare, il giuramento dello Sposo. In sintesi il giuramento ideale di chi vuole fare della sua vita una vera vocazione. Vocazione al servizio degli altri con una vita vissuta da protagonisti. La madre di un Allievo Carabiniere - asciugandosi le lacrime - ha confessato, nel giorno del giuramento del figlio: "E' come se mio figlio oggi prendesse i voti; sta per diventare un sacerdote del dovere… ". Questo deve essere lo spirito autentico di come viviamo la nostra vita e la nostra vocazione. (Continua a legger ein Articoli ed altro ancora)


Riflessioni Quaresimali

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Il male del cuore e la bellezza della vita: alla ricerca della felicità.

... Non lasciarti confondere, non cadere nella rete e nella tentazione di parlare male, non spargere il tuo veleno, le tue ripicche, le tue delusioni, i tuoi insuccessi, le tue povere vendette in cattiverie, segni di potere che pensi di avere e che gli altri credi vorrebbero, non chiedere per te limpidezza e poi tu muoverti nel torbido. Non avere due linguaggi, due modi di essere. Non lasciarti trascinare dalla gelosia e dall’invidia, dalla maldicenza e dalla cattiveria, dal risentimento e dall’orgoglio, dalla ricerca spasmodica del successo e dell’affermazione del tuo presunto potere. Queste cose ti ammalano il cuore, ti fanno cattivo dentro e se fuori sembri buono, di fatto, rimani cattivo e ridicolo agli occhi di chi non ha interesse alcuno.... (Continua a leggere in Articoli ed altro ancora)



Riflessioni Quaresimali

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OBBEDIENZA, valore da ricercare ogni giorno
Preghiamo per i Sacerdoti


Più volte abbiamo parlato di vocazione, di libertà, di felicità, oggi vorrei richiamare alla vostra attenzione il “Sacerdote” come uomo dedito alle cose di Dio, seguendo la vocazione che il Signore le ha donato e lavorando ogni giorno perché questa vocazione rimanga integra e a servizio del popolo cristiano. Per far questo serve una determinazione interiore e l’aiuto della “famiglia” tutta, che unita dagli stessi ideali, lavora e prega con e per il suo sacerdote. Senza il sostegno onesto, e fraterno della comunità, difficilmente il ministro di Dio potrà essere guida e luce per la sua gente, pertanto non dimentichiamo i Sacerdoti nelle preghiere. Loro ti parlano di Dio e tu a Dio raccomandali. In un momento difficile di Chiesa, anche i suoi Sacerdoti, distratti dalle cose del mondo, rischiano di cadere e di dimenticare la loro vera vocazione che è parlarti di Dio con le parole e con la vita. Le comunità cristiane preghino per i loro sacerdoti. Voi pregate per il vostro Cappellano. (Continua a leggere in Articoli ed altro ancora)



Due Chiacchiere con il Cappellano: Vivi ogni stagione con gioia

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La vita val sempre la pena di essere vissuta, la vita è un dono e un’avventura meravigliosa nonostante le difficoltà e le prove che ci riserva. L’impegno è di affrontarla con determinazione, educazione, spirito di adattamento, di servizio e di fede, questo è il nostro compito.
Se sapremo camminare sulla strada che il Signore ha preparato per noi attraverso il dono della nostra famiglia e degli eventi, privati e pubblici dei nostri anni, scopriremo che sarò un’avventura bellissima. Non lasciarti vivere, non sopravvivere, ma sii protagonista della tua storia fidandoti e affidandoti a Dio. Talvolta questo concetto lo diciamo solamente e poi, di fronte all’imprevisto, alla non realizzazione dei nostri sogni o progetti, diventiamo tristi, ci chiudiamo, facendo emergere il nostro egoismo e le cattiverie e negatività. (Continua a leggere in Articoli ed altro ancora)


A voi giovani ...

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"è  possibile vivere senza la filosofia, 
senza l'amore, senza l'arte, ecc., ma mica tanto bene"
Vladimir Jankelevitch, Filosofo

Vivendo con voi, giovani, guardando il vostro lavoro, ascoltando le vostre parole, scorgo una forza differente, nuova, coinvolgente. Sono ammirato alla vostra dedizione, dal vostro impegno senza soluzione di continuità. Parlo dei miei soldati, dei nostri militari, ma parlo dei giovani che in questi 20 anni di sacerdozio ho incontrato, parlo del potenziale che c’è nella giovane generazione della nostra Patria. Qui in Missione i nostri soldati sono ancora meglio, quello che in Patria imparano e vivono nelle loro Caserme, Basi, Aeroporti, Navi … qui, viene esplicitato in modo eccellente. Questi nostri giovani con le stellette, sono parte di quel popolo della nostra amata Terra, che desidera crescere con una speranza nuova nel cuore: pace, sicurezza, armonia. (Continua a leggere in Articoli ed altro ancora)


Visita Pastorale Virtuale: al tuo cuore, alla tua vita

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In occasione dell’anno della Fede indetto dal Santo Padre, Benedetto XVI, vorrei rivolgere alla mia comunità in Patria e alla mia “comunità virtuale” che mi segue sui miei canali, quanto sto per dirvi.
Sorrido mentre vi scrivo, ma come sacerdote ho l’obbligo di offrirvi la possibilità di conoscere, capire e amare il Signore. Chi lo desidera già lo fa, ma nella Chiesa e tramite essa, viviamo la nostra fede e per chi è lontano, per diversi motivi, ha il diritto di avere una parola e l’impegno a recuperare o a iniziare un cammino. Nella vita della Chiesa ci sono vari modi di evangelizzare e di farsi presente ai cristiani: la Parrocchia, le Associazioni, i Gruppi, le Diocesi … e all’interno di queste ci sono conferenze, viste, incontri, catechesi, missioni … Ora, senza pretese mentali, voglio offrirvi una “vista” al vostro cuore, alla vostra vita e ve la propongo attraverso i canali informatici, suggerendovi comunque, di incontrare il vostro sacerdote: il vostro Cappellano Militare, il vostro Parroco territoriale o un Sacerdote/Religioso amico, per verificare, chiedere, capire e amare. L’incontro personale è insostituibile, ma come provocazione credo che possa essere un’occasione anche questa. (Continua a leggere in Articoli ed altro ancora)


ESSERE SACERDOTE: il mio servizio nella Chiesa e per la Chiesa di Cristo

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Prendo spunto dalle parole del Messaggio del Santo Padre per la prossima Giornata mondiale delle vocazioni per fare una riflessione sul mio essere sacerdote. La mia vocazione è nata nella mia famiglia. Una semplice famiglia di una piccola città di provincia del nord Italia. Una famiglia di operaio e casalinga attaccati ai semplici valori della vita: casa, famiglia, lavoro, parrocchia vissuti in un clima sereno di vita onesta ed educata. In casa, buona educazione, formazione culturale, oratorio, preghiera condivise con la famiglia in un clima di profonda serenità di rapporti. Anche nella mia famiglia difficoltà e momenti pesanti ci sono stati e ci saranno, ma sempre superati con spirito di sacrificio dai miei genitori e dall’impegno mio e di io fratello a capire e a collaborare. Sono partito da casa in giovane età sono entrato in seminario nella mia Diocesi e li è iniziato il cammino di formazione. Ora sacerdote da 20 anni, ormai, ricordo quei momenti come un grade evento della mia vita. (continua a leggere in Articoli e altro ancora)



Cambiare si puo, migliora il tuo stile di vita
Riflessione estemporanea del Cappellano Militare sulla semplicità della vita

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Nella maggioranza dei casi il pensiero lo fanno i giornali e i mezzi di comunicazione e non le ideologie o le culture e questo, credo, risulta essere un limite. Il riportare una notizia è sacrosanto, ma l’interpretarla o leggerla in un determinato modo esprime già un giudizio e un orientamento e non sempre corrisponde alla verità, quindi si è ingenerato nel nostro sistema di vita il sospetto su tutto e su tutti cercando di evidenziare sempre e solo il male e il limite dando minor spazio al bene e alle cose belle che ci sono in noi e attorno a noi, rischiando, in nome della verità, di dire cose false e di vivere di queste. Questo accade in tutte le società e in tutte le categorie di persone e nelle istituzioni. Non voglio offrire questa riflessione per invitare a non vedere o a far finta di nulla, ma a cercare sempre la verità delle cose senza essere pessimisti e a cominciare a darci una regolata nella vita. L’impegno è rivalutare quella semplicità di elementi che ci circondano e che con le nostre sovrastrutture abbiamo dimenticato. (Continua a leggere in Articoli ed altro ancora)


Riflessioni del Cappellano: 
La Famiglia di un soldato e le famiglie insieme nella Base

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Voglio invitarvi a vedere questo film: We Were Soldiers - Fino all'ultimo uomo del 2002 diretto da Randall Wallace, e si rifà alla Battaglia di Ia Drang tra le forze americane e l'esercito popolare vietnamita. È basato sul libro We Were Soldiers Once ... And Young del tenente colonnello Hal G. Moore, non più in servizio, e del reporter Joseph L. Galloway, i quali, entrambi, presero parte alla battaglia e invitarvi, al di la della poesia che ci può essere o della durezza della guerra in Vietnam, a cogliere il senso delle parole che vengono pronunciate per capire l’anima dei nostri soldati e delle loro famiglie.
Non voglio trattare l’argomento guerra nei suoi vari aspetti e il film è duro e pesante da questo punto di vista, ne voglio dare un giudizio o altro, ma solo condurre la vostra mente e il vostro cuore a comprendere il discorso che vi sto per fare.  (Continua in Articoli ed altro ancora)


Due chiacchiere con il Cappellano Militare: Distensione, vivere la vita alla ricerca della felicità

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_ Il 75% della comunicazione è fatto dall’immagine, così ci rivelano alcuni studi. Anche un filosofo antico, Gottfried Wilhelm von Leibniz, tra il ‘600 e il ‘700 in Germania diceva che “la gente vede quello che sembri e non quello che sei”. Credo che questo sia vero e che non è tutto “peccato” quello che ci circonda, il problema sta nella misura delle cose e nella coscienza di esse, negli ideali  e nei modelli di vita e di come si portano all’attenzione degli altri. (Continua in Articoli ed altro ancora)


Il Diario del Cappellano Militare (n.5) L'agenda in frontiera ... la Chiesa.

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_ " ... Apro la mia agenda, scorro i giorni le ore e cosa vedo? Cosa vi posso raccontare? Vedo nomi, situazioni, occhi pieni di lacrime, sorrisi, preoccupazioni, volti tristi, e volti allegri, volti sudati e forti, volti impegnati, domande sulla vita, su Dio, sulla sofferenza, vedo speranza … questi i miei impegni quotidiani: la mia gente. Ogni mia settimana ha il suo centro nella preghiera, questa scandisce i miei impegni e le mie attività. La celebrazione della Santa Messa è al centro di ogni giornata e ad essa orientata. Il giorno dell’Ordinazione Presbiterale il Vescovo pronunciava queste parole rivolgendosi agli ordinandi: “Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai. Conforma la tua vita al mistero della Croce di Cristo Signore.” Così ogni giorno celebro la S. Messa per e con i miei soldati. Essere prete è l’esperienza più bella della mia vita e mi ritengo fortunato di esserlo in questa porzione della Sua Vigna tra i militari..."(Continua in Articoli ed altro ancora)


Il Diario del Cappellano (n.4)

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_Le feste di Natale sono veramente piene di gioia cristiana, di quella autentica e vera. La più bella esperienza è senz’altro quella della preghiera che si vive nella liturgia e vissuta in teatro operativo assume un fascino tutto particolare. Per un Parroco, un Cappellano, la Chiesa è il luogo privilegiato perché con tutta la comunità si celebrano le liturgie nella maniera migliore. E anche qui in Afganistan a Bala Mourghab, anche se non abbiamo una grande e bella chiesa, abbiamo però un luogo decoroso dove è conservata l’Eucaristia e dove ogni giorno viene celebra solennemente la S. Messa: è il luogo ideale per la preghiera e l’incontro con il Signore. Un luogo, esternamente, che non dice nulla, ma come varchi la soglia del bunker entri come in una cripta antica, decorosa dove tutto parla di Dio. (Continua in Articoli ed altro ancora)


Omelia di Natale 2011

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_Miei carissimi amici,
è con la commozione negli occhi che questa notte, sotto questa tenda celebro con voi e per voi l’Eucaristia nella festa della Nascita del nostro Signore Gesù. Un Natale particolare: lontani, in una terra per tradizione e cultura non cristiana, senza le nostre famiglie, in un periodo storico burrascoso, sia politicamente, che socialemnte e religiosamente, dove tutto sembra andar male, tutto sembra crollare, le nostre certezze finire, ma una speranza abbimo ancora nel cuore tutti e questa notte la voglio gridare al mondo “God is Back”, Dio è tornato. Prendo spunto dall’Arcivescovo di Cagliari Mons. Giuseppe Mani, già nostro Ordinario Militare, negli  auguri alla Diocesi. “God is Back”, è il titolo di un libro scritto da due giornalisti di “The economist” col sottotitolo “Come il revival  globale della fede cambierà il mondo”. Micklethwait e Wooldridge, i due autori del libro, fanno notare come fino a pochi decenni fa nel panorama mondiale vi era una netta  prevalenza dei partiti politici all’insegna dell’ateismo. (Continua in: Articoli ed altro ancora)


Il Diario del Cappellano Militare: un'agenda particolare

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_Come sempre, anche qui, le mie giornate sono scandite dalle feste liturgiche e dai momenti di preghiera quotidiani che creano gli spazi dell’incontro e dell’azione. La mia “agenda” non ha impegni ufficiali, ma ha gli impegni con il Signore e attraverso questi l’incontro quotidiano con la mia gente. La mia agenda non ha le date, ma le lettere, è una rubrica e a ogni lettera si trova il nome di una persona con una situazione particolare: richiesta di preghiere, ricordo, interessamento. (Continua in: Articoli ed altro ancora)


_Pensieri ad alta voce, leggendo i giornali
Cambiare rotta si può … metti Cristo al centro.

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Non giudicatemi male, nel leggermi, ma vuole solo essere una riflessione ad alta voce, per me stesso e per quella che è la mia vocazione, la mia fede, il mio servizio. Vi invito innanzitutto a leggere i giornali di ogni parte e corrente politica, ideologia, religiosa per crearvi uno spirito critico, onesto ed equilibrato e conoscere i fatti per quello che sono con i relativi commenti che ci vengono offerti. In questo modo creerai una coscienza e ti abituerai a confrontare le tue idee, le tue convinzioni, la tua fede con il pensiero di tutti e lì farai le tue scelte coerenti. Ora con queste premesse, così penso:
(Continua in: Articoli ed altro ancora)


La difficoltà di ammaestrare il mondo
Pensieri ad alta voce

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_« Mentre parliamo il tempo, invidioso, sarà già fuggito.
Cogli l'attimo, fiducioso il meno possibile nel domani »

(Orazio)


Premetto, a scanso di equivoci, di polemiche, di giudizi … che ciò che scrivo ha solo l’ambizione e il desiderio di aiutare a costruire, la capacità di vedere “il bicchiere mezzo pineo”, senza mettere la testa nella sabbia, ma cercando di leggere in chiave serena le cose che accadono. Sono pensieri ad alta voce, in una preghiera personale davanti all’Eucaristia con lo scopo di richiamare a me stesso e a chi mi conosce, l’impegno ad essere veri, allegri sereni, positivi sempre e comunque.
I poveri ce lo insegnano ogni giorno. La citazione di Orazio non è a caso, anche se non vuole essere solo quello lo stile, ma sicuramente è l’imput per riflettere e iniziare un cammino con occhi differenti subito senza rimandare a domani o ad altri il compito di fare. (Continua in: Articoli ed altro ancora)


Per condividere un pensiero: riflessioni estemporanee ...

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_ Qual è la vera gioia? La vera gioia è fare la volontà di Dio…
Sono le prime ore del nuovo giorno, cari amici, ed eccomi sveglio e in chiesa a rivolgere il mio pensiero e le mie parole al Signore. Vorrei condividere questa riflessione personale, per parlare con te che hai la pazienza di leggermi. Non mi stancherò mai di dire la gioia di essere Sacerdote. Quando ho capito che l’unica cosa era affidarsi e fidarsi del Signore e mettersi nelle sue mai, tutto è diventato splendente. Grazie Signore di questo dono che condivido con la mia gente che di volta in volta i superiore mi affidano. Dio ricompensa sempre con la gioia di persone nuove che arricchiscono con la loro umanità e professionalità il mio cuore di sacerdote e il mio nuovo giorno diventa unico. E’ gioia il celebrare quotidianamente la S. Messa, è gioia il sorriso di un mio soldato, la confidenza di qualche persona, la possibilità di aiutare, di ascoltare, di guidare, di parlare del Signore, di educare alla preghiera, nello stare con Dio attraverso di essa e a vivere felici nella bellezza e nello stupore del creato e di quello che il Signore ci offre ogni giorno. (Continua in: Articoli ed altro ancora)


L'Ora et Labora del Cappellano Militare  in Missione

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Talvolta si pensa che il Prete debba essere l’ uomo dell’azione, delle cose da fare, delle iniziative da proporre soprattutto quando è un Parroco, o un Missionario, ecc… ma il sacerdote, prima di tutto, è l’uomo della Preghiera e dell’annuncio con la sua vita dell’amore del Signore a ogni uomo.
Mi domando, cosa significa, allora, amare e “fare” ?  Credo che amare significhi, soprattutto, pregare per il popolo e insegnare a pregare e a vivere questa amicizia con Dio con serietà. Talvolta ci domandiamo che senso hanno gli istituti di clausura, davanti a problematiche urgenti: fame nel mondo, guerra, economia, … non sarebbe meglio “fare” altro? Ma credo che il Prete sia innanzitutto l’uomo del divino, colui che richiama la necessità di rivolgersi a Dio e aiutare a capire che la vita deve essere autentica e per esserlo deve avere delle basi buone spirituali, culturali,  … (Continua in: Articoli ed altro ancora)


La mia "Missione" in Missione

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Con queste parole d’introduzione, prese dall’Evangelista Giovanni, vorrei parlarvi del mio essere qui in Missione per arrivare a parlare dei miei soldati indirettamente, ma che diventano i protagonisti di questa vita per il Signore, per i fratelli e per la Pace. Lo scopo di questo Blog è sempre stato quello di amplificare le notizie per far conoscere l’impegno dei nostri soldati e per farlo, mi perdonerete, se parlo di me. L’’intento è quello di raccontarvi di loro e del loro “Servizio”. In una società massificata e alla ricerca di non si sa cosa, questi giovani Italiani ci parlano di impegno e di valori. Non voglio entrare nel merito di una discussione socio politica, ma guardare con gli occhi della fede l’impegno di chi con le stellette vive la fede, in quel Dio che ci ha parlato di amore.
Come trascorro le mie giornate qui in Teatro Operativo? E’ una delle domande che maggiormente mi viene rivolta, sia dai miei soldati lasciati in Patria, che dai miei amici, conoscenti e lettori...
(Continua in: Articoli ed altro ancora)


Afganistan, Bala Murghab: Vita quotidiana in F.O.B. con i solati.

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Scrivo da questa postazione dal fronte Nord Ovest di Herat a Bala Murghab in Afgansitan, per parlare con chi ci segue, in particolare le famiglie di questi nostri soldati e dir loro di essere orgogliosi dei loro cari.
Il mio primo e fondamentale servizio alla comunità è la Celebrazione Eucaristica e a questo proposito mi tornano alla mente le parole di San Gregorio di Nissa, un Padre della primitiva Chiesa, che diceva: “colui che fu steso sulla croce nel momento della morte è colui che unisce ed armonizza ogni cosa”, senza questa ricchezza la vita cristiana rischia di svuotarsi e le azioni morali e di carità rischiano di essere solo formalismo, pertanto il compito del Cappellano è quello di ricordare questi aspetti ed armonizzarli attraverso il suo essere l’uomo del sacro che sa trovare in ogni persona un cuore bello e uno spirito attento facendo di loro dei servitori autentici alla Pace e della sicurezza.(Continua in: Articoli ed altro ancora)


Riflessioni del Cappellano: Essere Soldato e costruttore di Pace a Bala Murghab

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Oggi nella Festa Liturgica di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, una riflessione estemporanea fatta di foto che dicono la nostra missione.
Nell’occasione vi segnalo un libro in pubblicazione in questi giorni: “Volti e Voci dal Mondo” Cultura e società dei paesi in via di sviluppo viste e raccontate da un giornalista, un militare, un medico di Giorgio Fornoni, Danilo Prestia, Massimiliano Fanni Cannelles con l’ introduzione di don Antonio Mazzi e la prefazione di Carlo Romeo, edito da RaiEri, con il patrocinio dell’ Onlus @uxilia.
Il lavoro del soldato non è piacevole, e soprattutto non piace agli Italiani, ma i nostri giovani credono della Patria e nei valori che essa rappresenta: Famiglia, Fede, Libertà, Cultura …
Essere lontani a servire la nostra Nazione, qui in queste terre, come in molti altri posti, può sembrare difficile o addirittura incomprensibile.  Che vuol dire? (Continua in: Articoli ed altro ancora)


Missione: il Cappellano in Teatro Operativo, l’uomo dell’Eucaristia.

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Molti, prima di partire per la Missione mi chiedevano: ma tu che cosa farai con i soldati, quale il tuo impegno in un teatro come l’Afganistan? Che ci fa un prete con i soldati in una zona operativa?
Per molti, è difficile comprendere l’utilità della presenza del Cappellano nelle Forze Armate, si pensa che i soldati siano gli uomini della Guerra, che il loro compito sia quello di uccidere … ma vi invito a superare i luoghi comuni e fare uno sforzo mentale e intellettivo per comprendere il senso della Difesa in un’altra prospettiva. ... (Continua in: Articoli ed altro Ancora)



Tutto passa, solo Cristo rimane
Riflessione estemporanea del Cappellano

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Ieri in viaggio verso Cagliari, per una visita di cortesia a un carissimo amico e antico superiore, prima di partire per l’Afganistan, mentre volavo verso la bella isola, leggevo il giornale, il Corriere della Sera, e dopo le solite e pesanti notizie di cronaca che campeggiamo di questi tempi, mi sono soffermato a leggere un’articolo di cronaca che mi ha colpito molto, di uno scrittore Giapponese che parlava e commentava i disastri di questi ultimi tempi che hanno colpito l’antico impero del sol levante. A un certo punto parlando della catastrone naturale commentava la capacità del suo popolo di convivere con questi fenomeni e la capacità, fisica e interiore di sapersi rigenerare ogni volta, ripartendo da zero così si esprimeva: “… Abbiamo un termine, “Mujo” per indicare che non vi è nulla di permanente a questo mondo (Continua sul Blog o qui in Articoli e altro ancora)


Due Chiacchiere con il Cappellano:
CRESCERE DI QUALITÀ DELLA NOSTRA VITA SU QUESTA TERRA
"... Il Signore ha dato, il Signore ha tolto...

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Tra i miei amici, mi vanto e mi onoro di esserlo anche delle Monache di clausura del Monastero Benedettino di Rosano vicino a Firenze. Loro pubblicano mensilmente una rivista: " Beata Pacis Visio", da questa rivista mi permetto di mutare alcune espressioni del discorso che vado per affrontare con voi per offrirvi un’occasione di riflessione.La nostra vita è sempre un correre e un rincorrere il tempo, mille cose da fare e comunque lo stile è quello di: non aver mai tempo per nulla, di correre e basta, con o meno giusta causa.La liturgia della Parola feriale dei primi giorni di settembre ci fa ascoltare il Libro di Giobbe, che tutti conosciamo, altrimenti vi invito a leggerlo con attenzione. Ora il messaggio che lancia questo testo dell'Antico Testamento mi sembra il miglior commento alla situazione contemporanea.(Continua sul Blog Una Voce o nella pagina Articoli e altro ancora)


… Le tradizioni e le regole manifestano in pienezza le fede, l’impegno e il valoredei nostri padri …

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Lettera Aperta / Azione Morale del Cappellano Militare in occasione della sua partenza per la Missione in Afganistan

Carissimi,
sono in partenza per Bala Murghab, (Valle del fiume Murghab) nel Badghis, in Afganistán a Nord Ovest sul confine con l’Iran e il Turkmenistan, come vogliono i miei superiori, questa è la vita del Sacerdote e del Cappellano: una delle promesse che noi facciamo alla nostra Ordinazione Sacerdotale è l’Ubbidienza, con questo spirito e senza nessun merito parto a servire quei nostri colleghi che sono nelle prime file del teatro Afgano. Agli occhi di chi pensa che è ingiusto lasciare una comunità senza il suo Cappellano, dico che è un’occasione per verificare la propria fede e vedere lo spirito di collaborazione e di responsabilità che si è creato senza essere egoisti, ma con uno spirito di condivisione. (Continua sul Blog o all'interno)


Guarda la Stella, Invoca Maria

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Cari Amici,
si avvicina il tempo di pausa e di relax, e mi voglio far presente con questa mia abituale “lettera aperta” per ricordarvi di passare questo tempo con le persone che amate e ricordarvi che il periodo estivo, dal punto di vista religioso è caratterizzato da una grande festa, quella di ferragosto, è la festa di Maria, Madre di Dio che è assunta in cielo in anima e corpo, un’antica e importante dogma. Ora nella vita cristiana la Pasqua è la festa forse più importante, ma assieme a quella di Cristo vorrei sottolineare la Pasqua anche di Maria, perché con lei si è aperta la serie dei risorti, dice S. Paolo nella 1 Lettera ai Corinti al capitolo 15: “Come tutti muoiono in Adamo, così tutti, riceveranno la vita in Cristo. Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, poi, alla sua venuta quelli che sono di Cristo…”…. (Continua nella pagina Lettere del cappellano o sul Blog Una Voce)


Ricordando i miei 20 anni di Sacerdozio

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Cari Amici, non volevo dirlo a nessuno, ma vivere questo momento in modo personale come ho sempre fatto in questi anni, ma la comunità degli amici della nostra caserma, ha voluto festeggiare e ricordare questo mio giorno, pertanto colgo l’occasione per offrire a tutti una riflessione sul sacerdote. In un tempo dove sui giornali appaiono solo i nostri scandali, limiti e difetti, senza sentirmi migliore, ma solo amato  da Dio, mi permetto di proporvi uno scritto di un mio amico Vescovo e offrire a tutti una meditazione sul Sacerdote. (continua alla pagina Articoli ed altro ancora…)


Parlando con il Cappellano: Una preghiera di un soldato "Cielo Parlami di Dio" … una guerra, un soldato, un cristiano …

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Ieri, quasi al termine della giornata, parlando con il mio Comandante, sono venuto a conoscenza di questo scritto che sto per proporvi. Parole che mi hanno colpito profondamente, colpito l’attenzione del mio Generale nel farmele notare. In ogni uomo, in ogni cuore, in ogni servizio, Dio abita e si rivela a noi nel modo più inaspettato. Non sono ne bravo ne capace, ma il Signore mi ama così come sono e ogni giorno si rivela a me in miracoli continui. (Continua sul Blog Una Voce)



Parlando con il Cappellano: La bellezza salverà il mondo

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Cari Amici, vi scrivo per parlare un pò con voi e spero abbiate la bontà di arrivare sino in fondo senza essere annoiati. Si, sono discorsi che conoscete e che ho fatto altre volte, ma vedo che  a fatica riusciamo a cambiare, pertanto mi sento di ripetere questi concetti che sono fondamentali sia nella vita, che per la nostra fede. Non voglio convincere nessuno, ma voglio offrirvi degli spunti di riflessione, di verifica affinché la vostra vita possa sempre essere felice e serena. Come sarebbe bello che la nostra esistenza lunga o corta che sia, possa trascorrere con serenità, ma il male che c’è in noi esce, emerge e da sfogo a cattiverie in mille modi differenti. Le persone non credono in una possibilità che vada al di là del tempo e della storia, la filosofia attuale è: tutto e subito, ed è lo spirito che oggi aleggia nella società, dimenticando il buon gusto, l’educazione, le tradizioni… (Continua sul Blog Una Voce)



"Chi ci separerà dall' amore di Cristo, forse la tribolazione …" una breve riflessione

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Non si può ignorare il "fatto" di Genova. Io sono un Sacerdote e come tale mi sento triste e offeso. Nessuno di noi è santo e io per primo, caratterialmente sono molto vivace e allegro, mi piace scherzare e chi mi conosce lo sa bene, ma credo che ad ogni cosa ci sia un limite. Ora mi permetto di ricordarvi che ognuno di noi crede perché ama il Signore, ascolta la Sua Parola indipendentemente se il prete sia simpatico o antipatico, credo anche quando la chiesa sbaglia, perché il Signore Dio supera ogni lite e ogni errore, questo non significa che bisogna tacere o nascondere, ma la mia fede rimane incrollabile.
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“Due Chiacchiere con il Cappellano”: La solitudine dei potenti

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Uno dei mie passatempi, oltre la lettura è la cinematografia. Un amico, in questi giorni, nei quali mi trovo ad avere maggior tempo libero, perché molti in ferie per le feste Pasquali, mi ha passato un Fim Inglese del 2010 che non conoscevo: “Il discorso del re” (The King's Speech), film di Tom Hooper con Colin Firth e Geoffrey Rush. La visione di questa storia, realmente accaduta, mi ha portato a riflettere e a scrivervi, come di tanto in tanto faccio con voi nella rubrica “Due chiacchiere con il Cappellano”, dove tratto argomenti vari e virtualmente parlo con cui ha la bontà di leggermi, se non per interesse, per curiosità, questi pensieri.

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Gli auguri del Cappellano per la Pasqua 2011  
PASQUA VUOL DIRE VITA

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 Carissimi,          la Pasqua è la festa più grande dell'anno. Ogni domenica è Pasqua. Ogni giorno è Pasqua. Pasqua vuol dire vita. La vita si identifica con la Pasqua. Comincio ogni mia giornata con un gesto pasquale, accendo il cero che è nella nostra cappella e canto l'Exultet, il tipico canto di Pasqua. Il Sacerdote è il Primo testimone della Resurrezione del Signore e quindi tutto deve essere improntato a questo...  continua la lettura sul Blog UNA VOCE


"Spiritual Garden" alla Chiesa della Base NRDC - ITA

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Carissimi,
perché ho voluto rifare il giardino attorno alla nostra Chiesa vi chiederete, perché volevo riordinare, ma anche creare un luogo sacro che parlasse senza parlare, che esprimesse senso di sacro, di bello e di raccoglimento solo con gli occhi, offrendo un’emozione di gusto attraverso il bello e vi invito a pensare alla vostra spiritualità così, ... 
come a un giardino. continua sul Blog


150° dell'Unità d'Italia: S. Messa a Solbiate Olova del Cappellano Militare

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Carissimi, 
questa circostanza, dell’anniversario del 150° dell’Unità d’Italia, ha creato in molti, dissapori, contestazioni, difficoltà: la politica, i singoli, i gruppi ecc.. e questo potrebbe creare tristezza per chi, semplice come me, vede solo in questa festa un’occasione di ringraziamento a Dio e  agli uomini…. La storia è la storia e non si può recriminare dopo 150 con i se e i ma …. Ora dobbiamo guardare cosa abbiamo e lasciare perdere le polemiche, il passato e la storia ci devono servire per non rifare, semmai, gli stessi errori e proseguire con gioia, entusiasmo, voglia di fare e di migliorare, scorgendo nell’unità di un popolo, l’unità degli  intenti a voler crescere e migliorare con il bagaglio di una storia antichissima che può solo fare intravedere un’alba meravigliosa se tutti si impegnano a costruirla e a scorgerla al di la del....
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